Giordania

GIORDANIA: Identità alimentari e sincretismi gastronomici: «L’uomo è ciò che mangia» (L. Feuerbach) .

GIORDANIA: Identità alimentari e sincretismi gastronomici: «L’uomo è ciò che mangia», questa affermazione di Feuerbach potrebbe sembrare troppo categorica, soprattutto se estrapolata dal suo contesto, ma è indiscutibile che esista un forte legame tra il cibo e l’identità culturale di un paese. Ogni cultura è fortemente legata al proprio cibo e al proprio modo di mangiare. La cucina Giordana, per esempio, cela in sé una lunga storia di incontri-scontri “culinari” che con il passare dei millenni hanno generato un vero e proprio “ottimo” sincretismo gastronomico.

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La gastronomia Giordana saporita, gustosa e molto speziata, trae le sue origini da quella beduina, una vera e propria arte culinaria basata sull’uso di carne di agnello e montone, ma allo stesso tempo racchiude in sé contaminazioni mediterranee greche, romane e fenice, caratterizzate dall’uso di frutta secca, yogurt, grano duro, verdura e legumi.

Quali sono le identità alimentari e i sincretismi garstonomici della cucina giordana? Oggi il tipico banchetto giordano si apre con la “chorba”, una zuppa calda di cui esistono una infinita varietà di ricette. Dopo la “chorba”, vengono serviti gli antipasti, numerosi stuzzichini come le “mezzeh”, verdure e legumi cucinati e serviti in vari modi; il “tabbouleh”, insalata sminuzzata di prezzemolo, cipolle, pomodori e olive; il “burghul”, grano duro germogliato, essiccato e tritato cucinato in modi diversi; l’“humus”, salsa di ceci con olio, prezzemolo, aglio e limone; il “mtabbal”, purè di melanzane con yogurt, limone, aglio e pepe o aromi. La scelta dei secondi piatti è assortita: ilkebab, carne di montone o agnello cotta in diversi modi (fritta, arrosto, grigliata o bollita) e accompagnata con verdure crude e salse a base di yogurt. Il “shish-mensaf”, spiedino di agnello aromatizzato, cotto alla brace e servito con riso e salse piccanti. Le “kufta”, polpette di carne fritte o alla brace; il “mahshis”, verdura ripiena; il“musakhan”, pollo al forno con cipolle e pinoli servito sul pane arabo. Infine i dolci, tutti ottimi: i “baklawa” e i “luqma”, una particolare pasta sfoglia farcita con frutta secca (pistacchio, mandorle) e aromatizzata con sciroppi vari; i “ghoraybeh”, a base di pasta fritta, burro e pistacchi e il “uhallabiheh”, una specie di budino di riso aromatizzato all’arancio.

A questo punto non rimane che partire e verificare di persona la squisitezza di questi piatti e  le Identità alimentari e i sincretismi gastronomici giordani.

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